Le specialità gastronomiche tipiche di Vastogirardi fondano le loro origini nell’attività pastorale di cui il paese è stato caratterizzato per moltissimi anni, come dimostrato anche dalla presenza, nel proprio territorio, del Tratturo Celano-Foggia e, pertanto, si tratta di piatti semplici, genuini e poveri negli ingredienti principali e nelle lavorazioni.

Il piatto principe della gastronomia locale, quello sicuramente più conosciuto grazie anche ad una sagra che si ripete annualmente nel mese di agosto all’interno del borgo medievale e che richiama numerosi visitatori dai paesi limitrofi, è quello dei “cazzariéglie e fasciuóle”, la cuiricetta è stata inserita nel patrimonio gastronomico italiano censito dall’Accademia Italiana della Cucina come “piatto tipico della tradizione territoriale”. Si tratta di pasta impastata a mano con farina ed acqua, che viene assottigliata ed allungata con i polpastrelli delle mani fino ad ottenere dei fili lunghi circa 30-40 cm e spessi 3-4 mm. I cazzariéglie vengono conditi con fagioli, cotti precedentemente, e insaporiti con un sugo preparato con cotiche stagionate.
Tra gli altri piatti tipici di Vastogirardi, tramandati di generazione in generazione, spiccano “re muócche”, specialità tipicamente invernale, rappresentata da una polenta molto dura fatta con farina di granturco condita con pancetta e salsicciasoffritta precedentemente in olio di oliva e “le sagne scarciate”, pasta impastata a mano con acqua e farina, la cui particolarità consiste nel fatto che l’impasto assottigliato viene, appunto, “strappato a mano” e condito con sugo. Altri piatti poveri della tradizione gastronomica locale, ma ricchi di sapore e realizzati con pochi e semplici ingredienti, sono “re pappóne”, cucinato con patate e pezzi di pane, che vengono cotti in acqua salata e mescolati fino ad ottenere un composto piuttosto consistente, “la bléta mbragliechiéta”, piatto realizzato con pane a pezzi cotto in acqua salata al quale si aggiunge verdura cotta (il tutto va ben amalgamato), “le fóglie e patane”, pietanza realizzata con patate e verza, la cui preparazione segue lo stesso procedimento dei precedenti piatti, “le pallòtte cace e óva”, tipiche polpette il cui composto viene ottenuto unendo e ben amalgamando uova, mollica sbriciolata di pane raffermo e formaggio, poi fritto in abbondante olio e, in alcuni casi, ripassato nel sugo.
Tra i dolci tipici, la cui produzione è generalmente legata all’approssimarsi delle feste più importanti e sentite (Natale, Pasqua, matrimoni, ecc), abbiamo i “pungechiéglie”, tipici del periodo natalizio, “re vescuótte de Pasqua” e “re sciadóne”, specifici di Pasqua, “re vescuótte de la zita”, tipico dei matrimoni.
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