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Artigianato e gastronomia

Artigianato e Gastronomia

Artigianato

ArtigianatoVastogirardi vanta una pregiatissima tradizione legata alla lavorazione del legno, di cui l’arte del “traforo” ne è sicuramente una delle espressioni più importanti. L’abile artista Aurelio Di Capita, utilizzando diversi tipi di archetto e seghetti di spessore variabile, realizza imponenti opere, ritagliando, forando e intagliando pezzi e tavole di legno di esiguo spessore.

Tra le creazioni di maggior rilievo, oggetto di numerose mostre, citiamo le fedeli riproduzioni in scala del Duomo di Milano, della Mole Antonelliana e della Tour Eiffel; inoltre, significativa è la produzione di nicchie per statuine, quadri, cestelli, soprammobili, cornici, vasi e vassoi.

 

 

ArtigianatoVastogirardi ha dato i natali anche ad illustri restauratori, intagliatori ed artisti del legno, in particolar modo nell’ambito della realizzazione di opere legate all’arte sacra. Tra gli artisti di maggior spessore citiamo Eliodoro Patete, che ha realizzato numerose statue sacre oggi esposte in molte Chiese e Cappelle della provincia di Isernia. Sue le statue della Vergine Incoronata e di Santa Filomena, esposte nella Chiesa Maria S.S. delle Grazie di Vastogirardi,  e di Santa Lucia nella Chiesa di San Nicola; di particolare pregio artistico è la “versione assisa” della “Statua della Libertà”, realizzata nella seconda metà del XIX secolo ed esposta nella “National Gallery of Art” di Washington. Altri artisti di rilievo sono Francesco e Pasquale Di Capita che hanno realizzato nel 1871 l’imponente statua di San Nicola di Bari, oggi esposta nella Chiesa Madre di Vastogirardi, e le statue di San Michele Arcangelo e della Madonna di Pompei nella Chiesa della Madonna delle Grazie.
Imponente la collezione artistica del pittore Ulderico Di Capita, che ha realizzato numerosi quadri esposti in diverse gallerie d’arte italiane. Fra tutti ricordiamo il quadro raffigurante la “Vergine Maria col Bambino”, oggi esposto nella Sala Conferenze “La Congrega” di Vastogirardi.
Fiorente anche l’arte legata alla produzione di tombolo e merletti. Le anziane del paese con pazienza e tenacia realizzano vere e proprie opere d’arte, spesso oggetto di mostre ed esposizioni.

 

ArtigianatoDi recente invenzione ma molto interessante sotto il profilo artistico è la produzione dei “fiori passiti”. Con molta pazienza ed avvalendosi esclusivamente della propria abilità manuale, l’artista Concetta Lucarino realizza fiori di ogni genere utilizzando esclusivamente palloncini in lattice.

Le composizioni realizzate si prestano per allestimenti in Chiesa, addobbi in alberghi, semplici bouquet e composizioni a tema per varie ricorrenze. Il prodotto, originale e duraturo nel tempo, è brevettato a livello C.E.

 

 

 

Gastronomia

Vastogirardi vanta una rinomata tradizione in ambito culinario, data la varietà e la prelibatezza dei suoi prodotti tipici. Dall’abilità manuale dei maestri casari, veri e propri “artigiani del latte”, prendono forma prodotti genuini e gustosi di altissima qualità, come le mozzarelle, la stracciata ed il caciocavallo. Gli allevamenti locali sui verdi ed abbondanti pascoli forniscono saporite carni e gustosi insaccati, mentre il sottobosco è ricco di frutti, funghi e tartufi. I prodotti tipici locali sono vere e proprie eccellenze del gusto, espressioni di una terra incontaminata, dove la natura è rigogliosa e l’aria è salubre.

Il caciocavallo
ArtigianatoFormaggio di antichissima origine, la cui presenza fin dai tempi della Magna Grecia è legata alla transumanza ed è oggetto di numerose testimonianze storiche. Si produce da sempre nel territorio di Vastogirardi, in passato con latte delle razze bovine autoctone, oggi principalmente con latte di bovine di razza bruna italiana, frisona italiana, pezzata rossa, podolica e loro incroci, per lo più tenute al pascolo e alimentate con foraggi integrati da mangime aziendale, caglio, sale da cucina. Il nome caciocavallo deriva dalla tecnica di stagionatura del prodotto che viene posto, legato a coppia con uno spago di iuta, “a cavallo” di un sostegno. Le caratteristiche del prodotto sono: altezza che varia dai 18 ai 28 cm, diametro tra i 16 e i 22 cm, peso compreso tra 1,5 e 3 Kg. Dalla forma di pera allungata con crosta color nocciola, variegato di muffe se stagionato a lungo, e a pasta compatta con poche fessurazioni lacrimanti, ha un odore intenso e un sapore dolce quando è poco stagionato, mentre diventa piccante man mano che si stagiona. Il caciocavallo si abbina particolarmente bene con vini rossi invecchiati e, nella variante più stagionata, con una piccola quantità di miele, anche con vini passiti.

La stracciata
La stracciata trae la sua denominazione dal gesto di “stracciare” in pezzi la striscia di pasta filata, lunga e piatta. Essa è nata nelle terre dell’Alto Molise fin dagli inizi del secolo appena trascorso. Era in uso, a quei tempi, svolgere le feste, particolarmente quelle nuziali, con ricevimenti casalinghi nei quali, tra le altre cose, non mancava mai il pane con prosciutto e stracciata, quest’ultima, per la sua forma lunga e piatta, ben si adagiava sul letto del pane. Prodotta a partire dal latte crudo ottenuto da bovini che vivono sui salubri pascoli altomolisani si può gustare in tutti i periodi dell’anno anche se si apprezza particolarmente durante il periodo estivo quando gli animali sono condotti al pascolo.

La scamorza
ArtigianatoIl nome deriva dal termine “scamozzare”, cioè mozzare il capo al prodotto finito al momento del consumo. Per la scamorza gli ingredienti sono latte vaccino, sale e caglio. Può essere consumata fresca, anche se più frequentemente la scamorza viene fatta appassire per qualche giorno e viene utilizzata, come secondo piatto, arrostita alla griglia oppure come ingrediente per pasta al forno, lasagne o altre pietanze solitamente al forno.

La manteca
Questo prodotto è composto da un involucro di pasta filata che ingloba una sfera di burro. L’origine della manteca è legata alla transumanza, cioè lo spostamento delle mandrie lungo i Tratturi che dal Molise nei mesi invernali andavano in Puglia; infatti, il rivestimento in pasta filata garantiva la perfetta conservazione, anche per lunghi periodi, del burro. È consigliabile degustare la manteca spalmandola su fette di pane abbrustolito, anche con l’aggiunta di tartufo o salmone. Ottima anche come condimento per la pasta.

La ricotta
La ricotta, il cui termine deriva dal fatto che non è prodotta direttamente dal latte ma dal siero residuo della lavorazione di altri formaggi che viene “ri-cotto”, cioè riscaldato fino ad 87-88 T, temperatura alla quale le proteine del siero si separano sotto forma di piccoli fiocchi ed affiorano in superficie. La ricotta ottenuta viene raccolta con un mestolo forato e trasferita nelle “fuscelle” per la fase di spurgo, che dura qualche ora. La ricotta si presenta di colore bianco, morbida e dal leggero sentore di latte. Si utilizza come antipasto, come condimento di primi piatti e si accompagna sia a vini rossi che bianchi.


Il tartufoArtigianato

L’Alto Molise non è solo terra di bellissime ed estese foreste, ma territorio ricco di pregiati prodotti del sottobosco, funghi e tartufi in particolare. Una volta raccolto, il tartufo viene utilizzato “fresco” come ingrediente base per la preparazione di ottime ricette culinarie oppure opportunamente lavorato per essere commercializzato. Il territorio è ricco soprattutto di Tuber aestivum (scorzone), Tuber borchii (bianchetto), Tuber brumale e moscatum e del prezioso Tuber magnatum pico, del quale, appunto, il Molise è il maggior produttore e rappresenta una delle principali ricchezze di Vastogirardi e dei paesi limitrofi. Carovilli, in particolare, è sede di una enorme tartufaia comunale, mentre a San Pietro Avellana, comune che fa parte delle venti Città Nazionali del Tartufo, ad agosto si tiene l’annuale Fiera Provinciale del Tartufo, che richiama turisti e buongustai anche dalle regioni limitrofe, ed ai primi di novembre la Mostra Mercato del Tartufo Bianco pregiato.

La Cucina Vastese

Le specialità gastronomiche tipiche di Vastogirardi fondano le loro origini nell’attività pastorale di cui il paese è stato caratterizzato per moltissimi anni, come dimostrato anche dalla presenza, nel proprio territorio, del Tratturo Celano-Foggia e, pertanto, si tratta di piatti semplici, genuini e poveri negli ingredienti principali e nelle lavorazioni.
Il piatto principe della gastronomia locale, quello sicuramente più conosciuto grazie anche ad una sagra che si ripete annualmente nel mese di agosto all’interno del borgo medievale e che richiama numerosi visitatori dai paesi limitrofi, è quello dei “cazzariéglie e fasciuóle”, la cuiricetta è stata inserita nel patrimonio gastronomico italiano censito dall’Accademia Italiana della Cucina come “piatto tipico della tradizione territoriale”. Si tratta di pasta impastata a mano con farina ed acqua, che viene assottigliata ed allungata con i polpastrelli delle mani fino ad ottenere dei fili lunghi circa 30-40 cm e spessi 3-4 mm. I cazzariéglie vengono conditi con fagioli, cotti precedentemente, e insaporiti con un sugo preparatArtigianatoo con cotiche stagionate.
Tra gli altri piatti tipici di Vastogirardi, tramandati di generazione in generazione, spiccano “re muócche”, specialità tipicamente invernale, rappresentata da una polenta molto dura fatta con farina di granturco condita con pancetta e salsicciasoffritta precedentemente in olio di oliva e “le sagne scarciate”, pasta impastata a mano con acqua e farina, la cui particolarità consiste nel fatto che l’impasto assottigliato viene, appunto, “strappato a mano” e condito con sugo. Altri piatti poveri della tradizione gastronomica locale, ma ricchi di sapore e realizzati con pochi e semplici ingredienti, sono “re pappóne”, cucinato con patate e pezzi di pane, che vengono cotti in acqua salata e mescolati fino ad ottenere un composto piuttosto consistente, “la bléta mbragliechiéta”, piatto realizzato con pane a pezzi cotto in acqua salata al quale si aggiunge verdura cotta (il tutto va ben amalgamato), “le fóglie e patane”, pietanza realizzata con patate e verza, la cui preparazione segue lo stesso procedimento dei precedenti piatti, “le pallòtte cace e óva”, tipiche polpette il cui composto viene ottenuto unendo e ben amalgamando uova, mollica sbriciolata di pane raffermo e formaggio, poi fritto in abbondante olio e, in alcuni casi, ripassato nel sugo.
Tra i dolci tipici, la cui produzione è generalmente legata all’approssimarsi delle feste più importanti e sentite (Natale, Pasqua, matrimoni, ecc), abbiamo i “pungechiéglie”, tipici del periodo natalizio, “re vescuótte de la zita”, tipico dei matrimoni.

 

Artigianato





Attività commerciali

Attività Commerciali

Caseificio “Antenucci Giancarlo & C.”
Via Garibaldi, 18
86089 Vastogirardi (IS)
Telefono: 339.6758231

Caseificio “Società Cooperativa Allevatori di Vastogirardi”
Via Re d’Italia, 3/A
86089 Vastogirardi (IS)
Telefono: 0865.836363

Caseificio “Fonte Luna”
Località Sterparo
86089 Vastogirardi (IS)
Telefono/Fax: 0865.836136
Sito internet: www.caseificiofonteluna.it

Società Cooperativa San Michele (funghi e tartufi)
Contrada Colle della Felce, Villa San Michele
86089 Vastogirardi (IS)
Telefono/Fax: 0865.838263
Sito internet: www.coopsanmichele.it
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Vapoforno “Ionna Angelo”
Via Mazzini, 33
86089 Vastogirardi (IS)
Telefono: 3338943230

Alimentari Macelleria “Mastrostefano O. & Patete L.”
Via Re d’Italia, 18
86089 Vastogirardi (IS)
Telefono: 339.6194522
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Alimentari e Tabacchi “Bisciotti Marisa”
Via Mazzini, 4
86089 Vastogirardi (IS)
Telefono: 0865.836143

Alimentari “Di Lorenzo”
Via della Stazione, Cerreto
86089 Vastogirardi (IS)
Telefono: 366.2093425

Bar Centrale
Via degli Abruzzi, 4
86089 Vastogirardi (IS)

VINCE'S CAFE' - VIA GARIBALDI 37/3B  - TEL.0865-836133

Bar dello Sport
Piazza Vittorio Emanuele II, 12
86089 Vastogirardi (IS)
Telefono: 0865.836239

Parrucchiera “Un diavolo per capello”
Via Marconi, 4/A
86089 Vastogirardi (IS)
Telefono: 333.3512345

AZIENDA AGRITURISTICA E AGRICOLA
"IL VECCHIO GRANAIO"
PRODUZIONE OLIO ESSENZIALE DI LAVANDA,FAGIOLO CILIEGINO,MIELE E MIELE DI LAVANDA
LOCALITA' TRIGNO VASTOGIRARDI(IS)TEL3387233260

“Il Fiore Alternativo” di Concetta Lucarino
Produzione di fiori artigianali, realizzati con palloncini in lattice
Telefono: 331.2156237
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ">rQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Azienda agricola Orlando Antonino

Salumi e formaggi
Contrada Cocozza
86089 Vastogirardi (IS)

STUDIO DI INGEGNERIA - ADRIANO CARMOSINO
FRAZ.VILLA SAN MICHELE - VASTOGIRARDI - TEL FAX 0865-838387
SS 17 C/O NUNZIATELLA-SCALA A,INT. 4 ISERNIA - FAX-0865412173 - TEL.333390541 - E-MAIL: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

FALEGNAMERIA FRATELLI IONNA - LAVORAZIONI IN LEGNO MASSELLO
C/CESE 86089 VASTOGIRARDI IS

Fattoria San felice - caseificio artigianale di rotolo giovanni e c.
fraz. cerreto-via san felice 7
86089  Vastogirardi is
tel. 3331095088-33395088-3334182804-0865 838553

Cooperativa "amica" di Fabrizio Di lorenzo - societa' coop sociale
fraz. cerreto-via san felice 6
86089 vastogirardi is
tel. 3334319941-3339770630- fax 0965 673114 - email : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

"LA CENTRALE" - movimento e lavorazione terra ecc. ...
Via XVIII Settembre - 0865 Vastogirardi is
tel. 3391331866

 

Autolinee Di Rienzo
Via della Pineta, Cerreto
86089 Vastogirardi (IS)
Telefono: 0865.838240

Farmacia
Piazza Vittorio Emanuele II, 6
86089 Vastogirardi (IS)
Telefono/Fax: 0865.836250

 

Ristorante pizzeria “La Taverna”

Azienda agrituristica “Il vecchio Granaio”

Azienda agrituristica “Selvaggi”

Agriturismo “San Mauro”

Ristorante camping “Cerritelli”

Bed & breakfast “La dimora del duca”

Bed & breakfast “Il rifugio dei briganti”

La Fonte Vecchia Via Rossellini 1 - 86089 vastogirardi is - www.fontevecchia.com

Come arrivare

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in auto
Da Nord e da Sud
Prendere l’autostrada Adriatica A14, uscire al casello di Montenero di Bisaccia/Vasto Sud/San Salvo, immettersi sulla SS 650 (Fondo Valle Trigno) in direzione di Isernia, svoltare sulla SS 651 in direzione di Vastogirardi, continuare sulla SS 86 e seguire indicazioni.
Da Isernia
Prendere la SS 85, continuare sulla SS 17, proseguire sulla SS 650 in direzione di San Salvo, svoltare sulla SS 651 in direzione di Vastogirardi, prendere la SS 86 e seguire indicazioni.
Da Campobasso
Prendere la SS 87 (strada statale Bifernina), in prossimità di Vinchiaturo continuare sulla SS 17, proseguire sulla SS 650, svoltare sulla SS 651 in direzione di Vastogirardi, continuare sulla SS 86 e seguire indicazioni.
Da Napoli
Prendere l’autostrada del Sole A1 Roma - Napoli, uscire al casello di Caianello, seguire le indicazioni per Isernia, SS 85, continuare sulla SS 17, attraversare Isernia e proseguire sulla SS 650 in direzione di San Salvo, svoltare sulla SS 651 in direzione di Vastogirardi, continuare sulla SS 86 e seguire indicazioni.
Da Roma
Dall’autostrada del Sole A1 uscire a San Vittore, seguire la direzione Venafro sulla SS 6, a Venafro continuare sulla SS 85, proseguire sulla SS 17, attraversare Isernia e proseguire sulla SS 650 in direzione di San Salvo, svoltare sulla SS 651 in direzione di Vastogirardi, continuare sulla SS 86 e seguire indicazioni.

 

in autobus
Collegamenti per Isernia
Autolinee Di Rienzo:
Ore 07.10 da Piazza Vittorio Emanuele II
Ore 13.20 da Piazza Vittorio Emanuele II
Ore 15.40 da Piazza Vittorio Emanuele II
Collegamenti da Isernia
Autolinee Di Rienzo:
Ore 11.00 dal Terminal Autobus, Piazza Stazione
Ore 14.10 dal Terminal Autobus, Piazza Stazione
Ore 18.40 dal Terminal Autobus, Piazza Stazione

Collegamenti per Carovilli
Ore 07.10 da Piazza Vittorio Emanuele II
Collegamenti da Carovilli
Ore 13.30 da Piazza Municipio

Collegamenti per Castel di Sangro
Ore 07.20 da Piazza Vittorio Emanuele II
Collegamenti da Castel di Sangro
Ore 13.30 da Terminal Autobus

 

Principali aziende di trasporto pubblico regionale ed interregionale (consultare il sito web per conoscere destinazioni e orari):

 

in treno
Stazione Ferroviaria di Vastogirardi (Frazioni: Villa San Michele e  Cerreto)
Collegamenti diretti con la Stazione di Castel di Sangro AQ (distante 26 km circa da Vastogirardi):

Per consultare gli orari dei treni visitare il sito web delle Ferrovie dello Stato www.ferroviedellostato.it.

 

in aereo

Aeroporto di Pescara (120 km circa)

 

via mare

  • Porto di Termoli (100 km circa)

Collegamenti con le Isole Tremiti e Croazia. Per maggiori informazioni: Capitaneria di Porto, Via Calata del Porto – Termoli. Tel. 0875.706484; Fax 0875.707336;

  • Porto turistico di Pescara (120 km circa)

Per informazioni visitare il sito web www.marinape.com

  • Porto di Napoli (133 km circa)

Per maggiori informazioni visitare il sito web www.porto.napoli.it



La Foresta Demaniale Regionale “Pennataro”

ForestaPennataroLa Foresta Demaniale Regionale “Pennataro” (già Pignataro) ha una superficie di circa 345 ettari. Boscata per oltre il 95% della sua estensione, la foresta ricade interamente nel territorio di Vastogirardi. Il paesaggio vegetale è caratterizzato dalla presenza di vaste superfici forestali e più modeste superfici prative. La foresta è composta in prevalenza da cerro e faggio, mentre ai suoi margini sono carpini, aceri, frassino minore, perastro, melastro, nocciolo, salici e biancospino. Alle quote più elevate ed alle esposizioni più fresche si trovano le faggete pure, mentre al di sotto dei 1000 metri s.l.m. è presente la cerreta mista con carpino bianco, acero opalo e acero di Lobelius. Tra gli arbusti più rappresentati spiccano il biancospino, il nocciolo, il prugnolo e la rosa canina. Come emergenza floristica è presente il garofano selvatico, molto raro in Molise, il cui nome scientifico è Dianthus barbatus, che presenta dei fiori molto graziosi di colore rosso-carminio. Nel passato, in alcune aree rade della foresta, è stato introdotto con ottimi risultati l’abete bianco.
La fauna è molto varia ed abbondante. Tra gli uccelli si annoverano tortore, colombacci, ghiandaie, merli, tordi, quaglie e rapaci come la poiana, il gufo e la civetta. Tra i mammiferi sono presenti toporagni, talpe, ricci, donnole, faine, ForestaPennataroscoiattoli, tassi, lepri e volpi. Si osserva saltuariamente il daino, introdotto dall’esterno, mentre è costante la presenza di caprioli e di branchi di cinghiali. Tra i rettili si annoverano la vipera comune, il biacco, il cervone e il ramarro; tra gli anfibi la salamandra, il rospo comune e varie specie di rana. La Foresta Demaniale Regionale “Pennataro” è visitabile previa autorizzazione dell’Ufficio “Amministrazione Foreste Demaniali per il Molise” di Isernia; in località fonte Sant’Antonio si può usufruire di un’area attrezzata per sosta e pic-nic, ove è consentito anche il campeggio naturalistico e scoutistico.



Monte Pizzi/Tratturo

MontePizziMONTE PIZZI

Caratteristica montagna dalla vetta frastagliata e piena di guglie. La sua posizione a ridosso del tratturo Celano-Foggia la rende particolarmente suggestiva e visibile da gran parte del territorio, in particolare dalle Frazioni Cerreto e Villa San Michele ma anche dal vicino comune di Carovilli.

Il massiccio, situato a 1373 metri s.l.m., è meta di molti visitatori che vi si arrampicano con esperti del luogo lungo i suoi canaloni. Durante la sua visita nella Provincia di Molise, nel settembre del 1824, il Re Francesco di Borbone rimase particolarmente colpito dalla inusuale bellezza di questa montagna.

 

IL TRATTURO

Nella rete dei principali tratturi che dall’Abruzzo e dal Molise conducono al Tavoliere delle Puglie, figura tra i più importanti il Celano-Foggia. Il Tratturo,
lungo circa duecento chilometri e largo in alcune tratte oltre cento metri, dopo aver attraversato l’agro di San Pietro Avellana, entra nel territorio di Vastogirardi, percorrendolo nel versante sud-occidentale. Dopo la zona della Frazzina, sale verso la Crocetta, passa ai piedi del massiccio di Monte Pizzi e si spinge sempre più a sud.

Un tempo nella zona di Celano e Sulmona si riunivano le greggi guidate da pastori aquilani e teramani che passando nell’agro di Vastogirardi si rincontravano con i pastori locali:“L’anziano Angelo dei Ciotola sapeva molto di loro e dai massari e dai butteri aveva notizie dei conoscenti che seguivano a poca distanza coi grandi armenti. Aveva da loro confidenze in merito ai padroni, se buoni o cattivi, o della preoccupazione dei lunghi otto mesi che dovevano passare nei casolari delle Puglie, prima di tornare a maggio ai loro monti e riabbracciare le loro spose. Erano ore di affettuosa conversazione, di incontri commoventi, per rivedersi an­cora al nuovo anno, “a Dio piacendo”. (Tratto da: La mia gente – Il Comune di Vastogirardi. Mario Milano. Verona 1974.)
Se un tempo quest’autostrada verde fungeva da via della transumanza e canale privilegiato per gli scambi commerciali, oggi rappresenta uno strumento preziosissimo per lo sviluppo eco-sostenibile e turistico del territorio. Lungo il Tratturo, percorso nei secoli da milioni di armenti, si incontrano rilevanti beni naturalistici, architettonici e monumentali che si stagliano in un paesaggio
di montagne, colline e valli intercalate da fiumi e laghi. Nel 2006, per volontà dei comuni di Vastogirardi, Carovilli, San Pietro Avellana, Pietrabbondante, Chiauci, Pescolanciano e Roccasicura, nasce il Consorzio ASSO MAB, che ha come obiettivo di fondo quello di creare un’ampia area omogenea di sviluppo sostenibile, favorendo e valorizzando le risorse naturali e le attività socio-economiche presenti sul territorio, secondo le indicazioni del Programma “Man and Biosphere” dell’UNESCO. Il Progetto, che si avvale della collaborazione dell’Università degli Studi del Molise e del Corpo Forestale dello Stato, mira tra l’altro a riportare il Tratturo al suo originario aspetto, restituendogli le sue peculiarità identificative, la veduta spaziale e soprattutto assicurandone la fruibilità secondo i nuovi orientamenti della collettività. Iniziando dalle tratte che confinano con i due nuclei delle Riserve MAB di Montedimezzo e Collemeluccio, il Consorzio ha messo in atto i seguenti lavori: ricognizione e verifica dei confini con apposizione di termini, aggiornamento della cartografia, ripulitura della superficie tratturale dalle specie infestanti, interventi di regimentazione delle acque di scorrimento superficiale, recupero di antiche sorgenti, fonti ed abbeveratoi, agevolazioni per la concessione di pascolo, formazione e apposizione di pannelli divulgativi di segnaletica e di staccionate in legno in prossimità di tratte fortemente antropizzate, di intersezioni con opere viarie e di altre infrastrutture. Il Tratturo oggi si presta ad attività per escursionismo pedonale, equestre e di bicicletta, al turismo scolastico, educativo, storico e culturale, alla conservazione della biodiversità vegetale.

fiume trigno

La riserva Mab di Montedimezzo

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Le Riserve NatuMontedimezzo_clip_image002_0000.jpgrali Orientate di Montedimezzo e Collemeluccio fanno parte delle riserve della biosfera istituite dall’UNESCO nell’ambito del Programma “Man and Biosphere”. In tutto il mondo sono presenti 329 Riserve MAB, in 82 paesi, mentre in Italia tale riconoscimento è stato concesso dall’UNESCO solo a quattro riserve, oltre a quella di Montedimezzo-Collemeluccio: il Parco del Circeo nel Lazio, l’Area del Somma Vesuvio e del Miglio d’Oro, il Cilento e Vallo di Diano in Campania ed il Parco di Diramare nel Veneto, riserva biogenetica marina. Le due riserve molisane rappresentano tuttavia due nuclei separati che distano fra loro pochi chilometri e presentano vegetazioni arboree diverse, essendo caratterizzate l’una da resinose (abete bianco), l’altro da latifoglie (cerro e faggio). Tali nuclei furono ad ogni modo fusi in un’unica riserva della biosfera poiché entrambi ecosistemi forestali seminaturali di particolare interesse sia per le scienze naturali che per quelle umane ed ambientali e rappresentativi dei problemi socio-economici ed agro-silvo-pastorali delle zone interne dell’Appennino centro-meridionale.

Montedimezzo_clip_image002_0000.jpgIl nucleo di Montedimezzo, ubicato in territorio di Vastogirardi, ha un’estensione di circa 291 ettari e dista una ventina di chilometri dalla riserva di Collemeluccio, in agro di Pescolanciano. Il complesso forestale di Montedimezzo-Feudozzo-Pennataro, esteso per circa 1.170 ettari, di proprietà degli angioini dal 1200, fu acquistato nel 1606 dai Monaci Certosini di Napoli, che lo conservarono fino al 1799 quando, in seguito alle leggi eversive della feudalità e sui beni ecclesiastici, entrò a far parte del patrimonio della Casa Borbonica e, con Regio Decreto n. 981 del 12 giugno 1825, fu dichiarato Reale Riserva di Caccia. Con l’Unità d’Italia fu incamerato dallo Stato che lo affidò in gestione all’ex Amministrazione Forestale (legge n. 376/1906) e trasferito all’Azienda Speciale del Demanio Forestale (1910), che tutt’ora lo gestisce in collaborazione con il Comando Stazione Forestale di Montedimezzo, ad eccezione della Foresta Demaniale Pennataro, pertinenza della Regione Molise dal 1975, e di quella di Feudozzo, rimasta in proprietà della Regione Abruzzo.
La Riserva MAB di Montedimezzo è anche una Riserva Biogenetica, nella quale l’Istituto Sperimentale per la Selvicoltura di Arezzo effettua periodici prelievi di semi, impiegati successivamente per la produzione di postime per rimboschimenti. L’ambiente fisico della Riserva è quello tipico delle zone dell’Appennino interno centro-meridionale, con morfologia piuttosto tormentata e suoli prevalentemente argillosi o fliscioidi (arenarie e calcari marnosi). La riserva si estende su versanti maggiormente esposti a nord-ovest, a quote comprese tra 921 e 1824 metri s.l.m.

LA FLORA
La Riserva di Montedimezzo è un angolo di paradiso dove domina il silenzio assoluto del bosco, mosso solo dal vento, dal volo delle farfalle e degli uccelli. Montedimezzo_clip_image002_0000.jpg
La vegetazione è arborea, con prevalenza di cerro (Quercus cerris) e faggio (Fagus selvatica), due specie che predominano l’una sull’altra in funzione della pendenza, dell’altitudine, del substrato pedologico e delle variazioni microclimatiche. Il cerrosi sviluppa prevalentemente su substrati argillosi e marnosi, con condizioni climatiche intermedie e con tolleranza di periodi siccitosi. Le specie arboree della cerreta sono il perastro, il melo selvatico, l’acero campestre, l’acero di monte (Acer pseudoplatanus), mentre gli arbusti più frequenti sono gli stessi presenti a Collemeluccio. Nella fascia del cerro è presente una ricca gamma di specie secondarie che, ove il cerro è rado, assume il ruolo di soprassuolo principale ed è rappresentato da carpino bianco (Carpynus betulus), frassino maggiore (Fraxinus excelsior) Montedimezzo_clip_image002_0000.jpge acero (Acer campestre). In tali situazioni, in passato, sono stati eseguiti massicci coniferamenti a prevalenza bianco. Nell’arboreto (Horti colturali) che si sviluppa all’ingresso della riserva, fino alle infrastrutture ricettive, a mo’ di anfiteatro e le cui origini risalgono agli anni Venti, si annoverano molte altre specie sia indigene che esotiche. La faggeta invece, presente a quote più elevate, risulta strettamente adattata alle condizioni climatico-edafiche, piuttosto estreme, che caratterizzano le altitudini superiori ai 1000 metri. In linea generale, si distinguono due gruppi di faggio: uno più basso, che da un limite inferiore variabile tra gli 800 e i 1000 metri, sfuma in uno superiore che si arresta, a partire dai 1500 metri di quota, laddove la faggeta cede il posto alle praterie di vetta. Le faggete d’alto fusto della fascia inferiore si trovano a contatto diretto con i querceti, ma in condizioni di umidità atmosferica maggiori. In questa fascia il sottobosco tipico è costituito dall’agrifoglio, da alcune specie di acero e dal novellame dello stesso faggio. Meno frequenti sono i piccoli frutici, quali la dafne (Daphne laureola). Lo strato erbaceo, anch’esso di norma poco folto, vede come specie più rappresentative il caglio odoroso (Galium odoratum), l’erba fragolina (Sanicula europaea), il ciclamino (Cyclamen hederifolium), il ranuncolo lanuto (Ranunculus lanuginosus). In primavera, quando gli alberi sono ancora spogli, si ha l’effimera comparsa di entità bulbose a fiori appariscenti, quali la scilla (Scilla bifolia), lo zafferano (Crocus neapolitanus) e il bucaneve (Galanthus nivalis).

LA FAUNA
La fauna che vive nel bosco Montedimezzo comprende: cinghiale (Sus scrofa), Montedimezzo_clip_image002_0000.jpglepre (Lepus europaeus), tasso (Meles meles), martora (Martes martes), donnola (Mustela nivalis), faina (Martes foina), volpe (Vulpes vulpes), poiana (Buteo buteo), gufo (Asio otus), barbagianni (Tyto alba), scoiattolo (Sciurus vulgaris), ghiro (Myous glis), ghiandaia (Garrulus gfandarius) e molti passeracei. Montedimezzo_clip_image002_0000.jpg

Nel fiume Trigno e nel torrente Salcitaro vive il gambero di fiume (Austropota-mobios paflipes). Nei recinti di Montedimezzo sono ospitati esemplari di cervidi in difficoltà, a seguito di traumi o infermità, per essere curati opportunamente.

Inoltre nei locali della Stazione Forestale è stato allestito un Centro Visita con un interessante Museo nel quale è possibile osservare alcuni reperti della flora e della fauna caratteristiche del luogo. All’ingresso domina un imponente olmo montano, ultimo grande olmo della foresta, che ricorda ai visitatori la sua imponente presenza e la sua esistenza passata con un cartello che, a mo’ di lapide, cita: “Olmo montano, morto per graffiosi, età 114 anni (1883 -1997), altezza metri 22, diametro centimetri 50”.

IL SENTIERO “COLMontedimezzo_clip_image002_0000.jpgLE SAN BIAGIO”
Il sentiero didattico autoguidato “Colle San Biagio” è stato ideato allo scopo di avvicinare il pubblico alla conoscenza dell’ecosistema foresta, nelle sue molteplici componenti. In linea con le finalità del progetto MAB, il sentiero vuole anche sottolineare che l’uomo non è elemento estraneo all’ecosistema foresta, ma con le sue molteplici attività lo influenza e ne è influenzato, e che questo rapporto può esplicarsi secondo modalità compatibili con i principi di uno “sviluppo sostenibile”. Il percorso è stato realizzato dal Corpo Forestale dello Stato in occasione dell’Anno Europeo del Disabile ed inaugurato nel mese di luglio 2004. Il sito presenta ricchezza di composizione floristica, di fauna e di storia. Il sentiero è stato reso accessibile anche a coloro che, per ridotte capacità motorie o sensoriali, hanno difficoltà a fruire degli altri percorsi esistenti in foresta. Il percorso è lungo 2060 metri e largo 2, con un dislivello complessivo di 40 metri e pendenze massime del 5%.Montedimezzo_clip_image002_0000.jpg È anche possibile effettuare un percorso ridotto (940 metri), poiché circa ad un quarto del tragitto è presente una deviazione che reimmette sull’anello principale, a circa tre quarti di esso. Un corrimano continuo di appoggio e di sicurezza è presente sul lato valle lungo tutto il suo sviluppo. Lungo il corrimano sono disposte 32 tabelle informative che illustrano, sia con caratteri visibili che Braille, la flora, la fauna, la geologia, il clima, la storia e le attività antropiche, passate e recenti, nella foresta di Montedimezzo. I visitatori non vedenti, in particolare, possono richiedere, presso il Centro Visita annesso alla Caserma Forestale, una guida in caratteri Braille, completata da disegni in rilievo, che facilita la fruizione del percorso. Montedimezzo_clip_image002_0000.jpgA loro disposizione troveranno, inoltre, audiocassette o CD-rom forniti con riproduttore/lettore munito di auricolari, con la descrizione delle singole tappe e del quadro generale dell’area. È altresì attivo, a richiesta ed a titolo gratuito, un servizio di elettroscooter per disabili. Lungo il percorso sono dislocati dei meccanismi di allarme che, in caso di emergenza, attivano l’immediato soccorso del Corpo Forestale dello Stato. Nella riserva l’accesso è consentito per fini educativi, oltre che per motivi di studio e vigilanza. Le visite si possono prenotare presso l’Ufficio territoriale per la Biodiversità di Isernia, sito in Via Bellini 8/10 (Telefono: 0865.3935), e presso il Comando Stazione Forestale di Montedimezzo (Telefono e Fax: 0865.940134). L’accesso alla Riserva ed a tutti i servizi è gratuito.

ForestaPennataro



Le sorgenti del fiume Trigno

Dopo il Biferno, il fiume Trigno è il corso d’acqua che più interessa i bacini idrici molisani. Anticamente denominato Trinium (dal latino), in quanto nasceva da Tre Polle fiume trignod’acqua, il fiume era conosciuto alle popolazioni italiche che, a poca distanza dalle sue sorgenti, eressero un imponente Tempio, i cui resti ancora dominano la piana di Sant’Angelo. Le sue principali sorgenti sono quelle di Capo Trigno, che scaturiscono alle falde di Monte Capraro, e di Sant’Angelo, ai piedi di Monte Difesa Grande. Le sue acque intraprendono il lento fluire verso il “Colle della Madonna”, quindi, dopo aver costeggiato la boscosa zona della “sterpara”, una valle ricca di pascoli, corrono verso Fonte Malata e le lande di Santa Maria per poi ricevere il Verrino che scende dalla zona di Agnone. Per un tratto di 35 Km scorre interamente in territorio molisano; nel secondo tratto di percorso, circa 45 Km, segna il confine con l’Abruzzo, fino a 7 Km dalla foce presso San Salvo, quando rientra in territorio molisano.fiume trigno


Il Trigno raccoglie nel Molise le acque di circa 30 torrenti e valloni. Lungo il cammino iniziale il fiume presenta un corso tranquillo, ma nei pressi di Chiauci assume carattere impetuoso fino ad irrompere in una cascata di 60 metri in località Foce, per poi riassumere un andamento più disteso. Presso Roccavivara, sull’argine destro del Trigno, si incontra la Chiesa di Santa Maria in Canneto, autentico gioiello dell’arte romanica racchiusa da un boschetto che affaccia direttamente sulle sponde del fiume.

Poco più avanti il Trigno entra nella zona del nucleo industriale di San Salvo. Vegetazione ripariale (cespugli), pioppi, salici e robinie ornano le sue sponde.fiume